Pulin (Confimi Sanità) al nascente Governo: “Ci auguriamo un Ministero della Salute guidato da persone competenti e all’altezza delle sfide”

A rischio il settore dei dispositivi medici: 110 mila addetti e 16 mln di fatturato

“Ci auguriamo che il nuovo Governo nel designare e conferire incarichi agisca nella logica della competenza, valorizzi la formazione e coinvolga in un dialogo scambievole le associazioni datoriali che conoscono e presidiano quotidianamente mercati e territori” così Massimo Pulin presidente di Confimi Industria Sanità.

“I temi sul tavolo sono molti e complessi” spiega Pulin “occorre affrontarli con competenza e serietà, ci attendono sfide che ridisegneranno il tessuto produttivo e sociale”.

Scendendo poi nel dettaglio il presidente di Confimi Sanità fa un elenco delle priorità che il titolare del Ministero della Salute e le istituzioni collegate si troveranno ad affrontare da qui a poche settimane:  la revisione del Sistema sanitario nazionale, il mantenimento del principio universalistico di accesso alle cure, la puntuale e corretta definizione dei LEA, il nomenclatore tariffario per la fornitura di presidi per disabili, la salvaguardia del comparto di produzione dei Dispositivi Medici, il potenziamento della Telemedicina, la modifica del Codice degli Appalti.

“Azioni che richiedono uno sforzo organizzativo e di efficienza della spesa pubblica che può essere compiuto solo con una leale e reale opera di collaborazione tra politica, istituzioni e imprese del settore” sottolinea ancora una volta Pulin.

“16 miliardi di euro e 110 mila addetti sono i numeri di un comparto, quello dei produttori dei dispositivi medici, che nei prossimi anni subiranno un forte stress test per adeguarsi al regolamento europeo che li norma e certifica” spiega preoccupato il numero uno di Confimi Sanità. “Se da una parte rischiamo di non avere più disponibili siringhe, cerotti, stent coronarici e macchine per la TAC, solo per citarne alcuni, dall’altra avremo detto addio a centinaia di aziende e posti di lavoro” precisa Pulin.

“Ci auguriamo che il prossimo Ministro della Salute e il suo staff dirigenziale abbiano una profonda conoscenza dei limiti e delle potenzialità della macchina organizzativa per individuare i cambiamenti necessari a supportare la crescita reciproca e ormai imprescindibile di pubblico e privato, e difendere la propria industria del farmaco e del dispositivo medico nel passaggio alle sempre in divenire direttive europee”. 

 

 


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