Nuove tariffe Lea, Confimi Sanità: bene aggiornamento, ora confronto sulle criticità residue
Pulin: “Riconosciuti gli aumenti per visite, diagnostica e protesica. Restano sul tavolo le disparità regionali e l’esclusione di alcuni ausili su misura”
“Abbiamo atteso a lungo questo aggiornamento e siamo soddisfatti dell’ottimo lavoro svolto dal ministero. Ora si lavorerà per risolvere le criticità che persistono nel nomenclatore, in particolare l’esclusione di ausili fondamentali per pazienti con mobilità ridotta”. Lo dichiara Massimo Pulin, presidente di Confimi Industria Sanità, commentando il nuovo schema di decreto per l’aggiornamento delle tariffe di assistenza specialistica e protesica inviato ieri dal ministero della Salute alla Conferenza Stato-Regioni.
Intervenendo su 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici del nomenclatore protesico, con un incremento di spesa complessivo di 210,7 milioni di euro a regime, il provvedimento dà seguito alle richieste che Confimi Sanità ha avanzato in questi anni, a partire dall’adeguamento delle tariffe ai costi reali di produzione.
Dei 129 codici proposti per la modifica, “98 sono stati accolti interamente e per 30 la tariffa è risultata addirittura superiore a quella che avevamo indicato”, prosegue Pulin.
Recepita anche l’impostazione metodologica che l’associazione aveva proposto. “L’aumento dei costi di materiali e componentistica, l’insufficienza delle ore di lavorazione, la maggiore complessità produttiva e alcune anomalie interne al tariffario relative alle riparazioni”, spiega Pulin.
L’associazione segnala tuttavia due nodi strutturali che il nuovo decreto non risolve: restano esclusi dal nomenclatore gli ausili su misura, quelli che rispondono ai bisogni più complessi e individuali dei pazienti, e che l’applicazione delle nuove tariffe rischia ancora una volta di procedere in modo disomogeneo tra una Regione e l’altra, vanificando parte dei benefici attesi.
Prima della chiusura dell’iter prevista entro settembre, così come già avvenuto in occasione dei precedenti tavoli tecnici sul nomenclatore tariffario, “chiediamo che il tempo tra oggi e l’intesa in Conferenza Stato-Regioni non sia solo una formalità”, conclude Pulin.